mercoledì 20 febbraio 2008

Le ragioni del socialismo

Come prima, più di prima (le nuove ragioni del socialismo)

Le nuove ragioni del Socialismo è un centro di elaborazione di politica e cultura riformista animato da persone che hanno opinioni e posizioni diverse, e pensano, soprattutto in questa fase politica, che si debbano offrire ai lettori confronti reali e sintesi possibili. In questi anni, c’è stato sempre un dibattito aperto e leale, anche nel momento in cui alcuni nostri compagni hanno aderito al Pd e altri hanno avversato questo approdo. Non è infatti un mistero che alcuni di noi hanno guardato con simpatia e partecipazione alla Costituente socialista non risparmiando critiche al suo concreto svolgimento. Si tratta di scelte politiche e ideali che investono la nostra storia e il nostro impegno, e che avrebbero potuto spingerci a separazioni, come purtroppo è nella tradizione della sinistra. Noi invece pensiamo che nella situazione che oggi caratterizza la sinistra italiana - quella che è confluita nel Pd o che si ritrova nella Costituente socialista o anche nella Cosa rossa o che non fatto una scelta - occorre che siano attivati canali di comunicazione per ricercare sintesi nuove. La nostra rivista ha l’ambizione di potere assolvere a questo compito. L’abbiamo fatto in passato e continueremmo a farlo con più lena e con un mensile più diffuso. La sorte vuole che il nuovo inizio del nostro impegno editoriale coincida con una crisi di governo che si configura come crisi di sistema. Parliamo di una crisi che formalmente parte da lontano, dal 1992-94, quando scomparvero i partiti che avevano fondato la Repubblica, scritto la Costituzione e retto il sistema, dal governo o dall’opposizione, con “un patto costituzionale” che consentì al Paese, anche in momenti di dura contrapposizione, di svilupparsi economicamente e socialmente in un regime democratico. La crisi dei partiti storici non è stata però superata, dato che non sono nate e cresciute nuove forze politiche e gruppi dirigenti in grado di riformare un sistema politico basato su un nuovo patto costituzionale. Con la legge “porcata” la fragilità del sistema è cresciuta ancora come si è visto con la crisi, dopo solo 20 mesi di governo Prodi. Mentre scriviamo, il tentativo di Marini per mettere insieme un governo per le elezioni ci fa dire che in ogni caso siamo ad un altro episodio di uno sceneggiato di cui ancora non si vede la fine. La nascita del Pd e del Partito del popolo berlusconiano e il dialogo tra Veltroni e il Cavaliere sembrava che avessero dato uno scossone al sistema. Invece il Cavaliere, appena si è aperto un varco per tornare a Palazzo Chigi ha mandato a qual paese Veltroni e ha rimesso in piedi la sua vecchia Casa. L’idea che per riformare il sistema non si dovesse partire dalle riforme istituzionali ma dai grandi partiti - Pd e Partito berlusconiano - sembrava giusta, ma non aveva fondamento perché si trattava di mossetattiche senza un disegno strategico. Veltroni dice che nonostante tutto, il Pd alle elezioni si presenterà da solo anche perché i sondaggi dicono che la solitudine lo premia perché una parte dell’elettorato è giustamente nauseato dalla frantumazione partitica. Pensiamo che le cose stiano così ma quale è il sistema di alleanze per governare il Paese a cui Veltroni fa riferimento? La verità è che il Pd non è ancora un partito ma un’alleanza Ds-Margherita in un unico contenitore e non riesce ad avere una suaidentità e quindi una sua strategia. La Cosa rossa è solo rossa. La Costituente socialista non decolla. La nascente Cosa bianca di Tabacci e Pezzotta è ancora solo un annuncio, il partito di Casini si è liquefatto dentro la casa berlusconiana, il partito “nuovo” di Berlusconi si è ri-identificato con quello vecchio di Forza Italia, e Fini si ritrova solo con la vecchia guardia missina. Insomma a noi pare che siamo punto e daccapo, e si preannuncia la nuova stagione del berlusconismo e dell’antiberlusconismo. La crisi di sistema non trova una soluzione né attraverso le riforme istituzionali né attraverso i partiti grandi che dovrebbero rendere funzionali le istituzioni. Siamo pessimisti? Leonardo Sciascia accusato di pessimismo diceva: «Se la situazione è pessima come non essere pessimisti?». Noi però continuiamo la nostra battaglia.

Emanulele Macaluso

martedì 19 febbraio 2008

Ancora ... i bollenti spiriti

I GIOVANI…E ANCORA… I LUPI E CAPPUCCETTO ROSSO

Cari giovani di Villa Castelli, ebbene si, raffreddate i bollenti spiriti. E’ passato un anno, ma niente è cambiato.
Il 9 febbraio 2007 il Quotidiano di Puglia pubblicò un articolo titolato: “Puglia all’avanguardia per i giovani.”
L’articolo riportava tutta una serie di comuni i cui progetti sono stati ritenuti meritevoli di finanziamento. Starete pensando: quale finanziamento?
L’Unione Europea ha stanziato dei fondi (40 milioni di euro in arrivo in Puglia) indirizzati alla valorizzazione delle capacità artistiche dei giovani che nella nostra regione si è tradotta in un progetto denominato Bollenti spiriti.
Ne avete sentito parlare?!
Anche se la risposta dovesse essere affermativa rassegniamoci, noi ne siamo esclusi.
Bollenti spiriti era una iniziativa che prevedeva il finanziamento di 65 progetti elaborati da Comuni o Associazioni di Comuni. Stando a quanto riporta il giornale, i progetti presentati sono stati 79 con il coinvolgimento di 207 Comuni, praticamente tutti i Comuni della Puglia.

Tutti i Comuni della Puglia?!

Se la memoria non inganna Villa Castelli è anch’esso Comune della Puglia, a meno che non sia cambiato qualcosa e nessuno ha avuto la premura di comunicarcelo.
Preso atto che la Regione di appartenenza è la stessa, che i giovani ci sono, e molti sono anche promettenti artisti, come mai gli amministratori del nostro paese non hanno mosso un dito per dare anche a noi la possibilità di dare sfogo ai bollenti spiriti?
Ma Francesco Nigro non ha sempre sbandierato ai 4 venti di essere un sindaco giovane tra i giovani? Ragazzi, stanno lavorando per noi, non temete, in linea con
la loro più grande vocazione staranno di certo preparando la risposta paesana al progetto “Assopiti spiriti”, poveri noi…
Comunque sia, visto che non possiamo fare altro, proviamo ad elaborare qualche ipotesi, sulla base dei grandi risultati, ottenuti dal nostro singolare esecutivo: è ormai noto a tutti che ci siamo fatti soffiare da Francavilla Fontana i fondi a noi destinati dal piano di zona per gli anziani e relativi servizi, che sono stati utilizzati per corrispondere gli arretrati ai loro dipendenti. Ma dai!?
Un atto di generosità ogni tanto, non fa male più di tanto. Forse il sindaco Nigro ha tentato invano di farci una bella sorpresa barattando con i nostri vicini di casa Piano di zona con Bollenti spiriti?
E magari, i furbastri vicini, come il lupo con Cappuccetto rosso, hanno approfittato della bonaria ingenuità del nostro rappresentante?
In più occasioni abbiamo potuto prendere atto dello stretto rapporto di cooperazione esistente tra Villa Castelli e Ceglie Messapica, ergo Nigro-Alò vs Federico-Mita per quanto concerne diversi settori della Pubblica Amministrazione.

Che bello, vero?

Rincuora sapere che gli altri nostri vicini sono cari amici legati a noi da comune prospettive di crescita nel segno della collaborazione e del rispetto, ma…..
…colpo di scena, Ceglie Messapica sceglie Costernino quale suo partner ed ottiene i finanziamenti per il laboratorio musicale con il compiacimento dell’assessore alle politiche giovanili, che dichiara alla testata:

“Vogliamo offrire a tanti giovani musicisti l’occasione di esprimersi al massimo.”

Bollenti spiriti non è solo un occasione persa, ma uno schiaffo morale a tutti i giovani di Villa Castelli.
Cosa hanno più di noi i giovani degli altri paesi, ragazzi!
Sono forse più capaci? Riteniamo proprio di no, a ben vedere però, qualcosa in più c’è:
Amministratori capaci ed attenti alle risorse del paese, riferendoci alle risorse umane, non ad altre… come si può facilmente apprendere da componenti della pseudo-maggioranza che senza il minimo riserbo rendono nota ai più, la vera natura dei personaggi che attualmente si aggirano sinistri tra le stanze comunali in cui si respira sì una nuova aria, un nuovo clima: da clima temperato a clima tropicale.
Una vera savana all’insegna della “macagna”, dove tutto è lecito se si tratta di addentare (azzannare) la pagnotta…

Pensavate fosse prerogativa di National Geografic? Ma quando mai..
E’ incredibile l’impegno profuso da Nigro & Co. Affinché tornassimo ad essere subordinati a Francavilla Fontana e Ceglie Messapica, ad altrui decisioni, a poter finalmente rientrare nell’idealtipo dei sedotti e abbandonati.
Sarà per questo che in occasione dell’82° anno di autonomia del nostro paese, sindaco e Democrazia e Partecipazione continuano il silenzio sociale.

I GIOVANI SOCIALISTI DI VILLA CASTELLI

Attacco alla legge 194

E' ripartito da un ambiguo Ferrara l'attacco alla 194, i protagonisti: Ruini, Bondi e la Binetti.
(e Berlusconi ne approfitta per farsi votare dai cattolici, ma non sa che i cattolici non votano mafiosi e ambigui)

Purtroppo non c’è niente di nuovo, rivedendo che ancora esistono quelli che non considerano le donne persone moralmente responsabili. Al rintocco del nuovo anno Giuliano Ferrara ha proposto una moratoria degli aborti cancellando di fatto la legge 194, coinvolgendo il Cardinale Ruini, favorevole alla crociata contro la legge.E immediatamente, con zelo sottomesso, Sandro Bondi annuncia una mozione parlamentare per rivedere la legge 194. E Paola Binetti si è detta pronta a votare con Forza Italia per la modifica delle linee guida per l'applicazione della legge 194 sull'interruzione di gravidanza.Ma Ferrara, Bondi, Binetti fanno parte di coloro che in questi anni hanno prodotto un vero e proprio attacco alle libertà, ai diritti, alla autodeterminazione delle donne. Non si nascondano dicendo di essere cattolici, perché tantissimi cattolici, tra cui il sottoscritto sono stati favorevoli alla legge. Loro fanno parte di coloro che non vogliono o fanno finta di non capire che sui diritti delle donne si determinerà una reinterpretazione dei conflitti e si definirà la qualità della democrazia del nostro paese. Con orgoglio civile, le donne infatti, sanno che nelle politiche pubbliche c’è bisogno del loro sguardo di libertà, la libertà di concepire e costruire una possibilità di vita dentro la quale anche la maternità sia responsabilmente e consapevolmente scelta. Che cosa allora si aspetterebbero le donne dalla politica, in questi tempi di attacco alla 194, in cui si propone un’offensiva ideologica per il modo in cui si parla di aborto come soppressione di vita umana? (Tutta ideologica e politica, schifosamente politica sulla pelle delle donne e dei bambini).Si aspetterebbero una precisa assunzione di responsabilità in difesa della legge sulla tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza, e invece il silenzio.In Italia la maggioranza degli uomini e delle donne riconoscono che la legge 194 ha consentito alle donne innanzitutto e alla società di liberarsi dalla piaga dell’aborto clandestino, di ridurre le interruzioni di gravidanza, di prevenire, di avviare politiche di tutela della maternità e di affermare l’autodeterminazione delle donne nella scelta di una maternità responsabile. Sono in maggioranza anche le persone consapevoli che una scelta di maternità libera e responsabile è garantita anche da politiche che rispondano a nuovi bisogni sociali e che riconoscono i diritti fondamentali al lavoro, alla casa, a servizi di sostegno alla maternità.
In Italia è diventata coscienza collettiva l’idea che l’aborto non è reato, e non è un diritto.
E’ una decisione che una donna sa prendere, consapevole, specialmente da cattolica.Si sa che la legge 194 non è una legge come le altre e che se ha retto nel tempo agli attacchi come il referendum abrogativo del 1981, è perché nella pratica non ha incentivato l’aborto, ha garantito assistenza a chi ne aveva bisogno, e soprattutto si è affidata al senso di responsabilità delle donne che hanno saputo far valere la loro autonomia.
Ed è ancora solo politica, perché se nel 1981 gli uomini e le donne italiane spontaneamente hanno di nuovo scelto per mantenere la legge, perché accendere ancora polemiche, che per fortuna il Vaticano stesso ha subito zittito!
Davvero oggi sollevare la questione dell’abrogazione della legge vuol dire rischiare di far perdere voti al centrodestra.
In ogni caso le donne ora sanno che certa gente come Berlusconi, Bondi, Binetti, Ferrara per giochi di potere sono disposti a camminare sulle loro vite, per rendersi conto di chi mandiamo a governare quando votiamo Forza Italia.
La legge 194 è un rigoroso e saggio punto di equilibrio fra convinzioni diverse da cui in nessun modo si può arretrare, se non perdendo le libertà ed i nostri diritti sociali.
Che cosa aspetta tutto il centro sinistra a dire con chiarezza e determinazione che la legge 194 non si tocca?


Pino Ciraci

Pensieri sulla Costituzione Italiana

La nostra Costituzione, sessant'anni ben portati, perché tutela i diritti fondamentali dell’uomo, afferma l'uguaglianza dei cittadini senza discriminazioni, perché prescrive che l'iniziativa economica deve essere indirizzate a fini sociali, perché stabilisce che il lavoro deve garantire ai cittadini una esistenza libera e dignitosa, perché ripudia la guerra, perché predica la pace.

Una Costituzione figlia del grande movimento popolare di liberazione e di progresso che la storia ci ha consegnato col nome di Resistenza. Ma oggi, dopo tanti anni in cui è stato portato avanti il progetto di società imperniato sulla centralità del lavoro e sul riconoscimento delle libertà e dei diritti fondamentali, quale è il destino del nostro Statuto? Recentemente sembra che stanno nascendo diverse «costituzioni parallele» le quali puntano a cancellare del tutto la prima parte della Costituzione italiana e cioè quella dei principi, delle libertà e dei diritti.
Costituzioni di stampo integralista e reazionarie che vogliono eliminare la vera identità costituzionale, quella delle idee di pluralismo e di tolleranza, per mettere al suo posto verità ritenute assolute da politici arrivisti o pluriindagati, pluriinquisiti e pluricondannati che rischiano di provocare lo scontro fra valori, se non proprio di democrazia. Un rischio quindi culturale e sociale, perché viene vista come un ostacolo alla crescita moderna liberista perché non si limita solo a disciplinare il funzionamento delle istituzioni, ma disegna una democrazia progressiva indicando importanti obiettivi di uguaglianza, di solidarietà e di giustizia sociale, che non piacciono a chi vuole soggiogare l’intera Italia, come un dittatore.
Una Costituzione nella quale il metodo democratico deve fare spazio alle proposte di regole elettorali modellate sugli interessi dei singoli partiti, alle ipotesi di riforme costituzionali intese a rafforzare i poteri dei vertici di governo, ai tentativi di indebolire il ruolo del Parlamento ed a politiche rivolte a scoraggiare le forme di partecipazione democratica. E sì, perché se è vero che i partiti versano in una grave crisi, ma sono forti in termini di potere, di occupazione di posti di controllo, ma inesistenti nella società, è altrettanto vero che essi vanno riguardati come strumenti indispensabili della democrazia e vanno perciò ricondotti al ruolo assegnato loro dalla Costituzione, cioè di «concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale».
Il sessantesimo compleanno della Costituzione purtroppo vive una congiuntura politica non certo rassicurante come le dichiarazioni di Veltroni il quale non si è soffermato sui gravi problemi del Paese, ma ha concentrato la sua attenzione sulle regole del gioco. Ed ha annunciato riforme in due fasi: la prima per ottenere un sistema proporzionale bipolare e la seconda proponendo agli italiani il maggioritario a doppio turno e l'elezione diretta del Capo dello Stato. Veltroni si è pronunciato insomma per la introduzione del sistema presidenziale alla francese, una riforma non certo in linea con lo spirito della Costituzione.

Che dire a fronte di questo malinconico scenario? Noi siamo figli della Costituzione, così vorremmo restare, perché in lei c’è la nostra identità di popolo, e nei suoi 139 articoli racconta chi siamo, da dove vengono i nostri valori e dove ci porteranno i nostri ideali. Ma se si devono riscrivere le regole, facciamolo tutti insieme, altrimenti governassero da soli, perchè non ci sentiremmo più tutelati da uno stato che non esiste più.

“LA COSTITUZIONE E’ UNA SIGNORA DI 60 ANNI CHE PRESENTA PIU’ VALORI GIOVANI CHE RUGHE. SI POSSONO TOGLIERE LE RUGHE DAL VOLTO DI UNA BELLA SIGNORA ED E’ QUELLO CHE DOBBIAMO FARE, L’IMPORTANTE E’ LASCIARE INTATTI, CONOSCIUTI ED AMATI, I SUOI LINEAMENTI FONDAMENTALI”
(Giorgio Napoletano)





Pino Ciraci

Non esiste sinistra nuova, unita, larga e plurale senza un'area socialista

In Italia non c'è un partito del socialismo europeo.
Finora è fallito ogni tentativo di costruire in Italia un forte partito socialista, membro della famiglia socialista europea ed internazionale. Non vi è riuscito il PSI di Craxi con il progetto di unità socialista insieme al PCI. I DS aveva accennato nella stessa direzione, ma sono state presto speranze deluse. L'ultima occasione perduta è stata il mancato e non tentato incontro tra la Costituente Socialista e la Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo.

Nella costruzione di un grande partito socialista di stampo europeo vi sono dei punti fermi:

1) una pratica riformatrice fondata sul nesso fra socialismo e libertà, democrazia ed eguaglianza, partecipazione collettiva e diritti individuali
2) una vocazione a guidare il paese conquistando la più ampia base parlamentare possibile e formando un governo con un proprio esponente alla sua guida;
3) la rappresentanza del lavoro in tutte le sue forme e un rapporto stabile e forte con il movimento sindacale sulla base di reciproco rispetto ed autonomia;
4) difesa ed espansione dei diritti umani, politici e civili;
5) rifiuto di teorie ispirate al principio di due sinistre eternamente divise. La rappresentanza del mondo del lavoro e degli interessi popolari richiede che vi sia un grande partito di sinistra chiaramente egemone rispetto alle altre formazioni: è quanto avviene nella stragrande maggioranza dei paesi europei.
6) pace e libertà per tutti i popoli ed eguali possibilità di sviluppo e di fornitura di servizi pubblici essenziali come l'istruzione, la salute e l'acqua potabile;
7) rispetto, tutela e miglioramento dell'ambiente in tutti i suoi aspetti.

Chi crede in questi principi non può rinunciarvi per tattiche e contingenze elettorali, tanto più quando fanno presagire un disastro annunciato: cerchiamo almeno di tenere aperte le prospettive future. Non esiste alcuna sinistra nuova, unita, plurale senza un'area socialista, a pena di separarci dal Partito Socialista Europeo. Si impone, quindi, la formazione di una coalizione di sinistra opposta al ritorno di Berlusconi e ad ogni grande intesa centrista.
Una lista unitaria, cui basta un misero 4%, è un messaggio di debolezza. La stessa formazione di una coalizione alla Camera dei Deputati significa che si crede in una sinistra più grande.
La coalizione è un primo passo per conquistare integralmente lo spazio lasciato libero dallo scioglimento dei DS. La Sinistra Arcobaleno e la leadership di Bertinotti, invece, stanno, più o meno intenzionalmente, lasciando questo spazio politico nelle mani del PD.

Ma attenzione compagni, perché nel PD c’è gente più assetata di potere di qualsiasi altra formazione politica, basta seguire quello che continua a dire e fare Veltroni, e pretende di rappresentare il centro e la sinistra, ed il problema c’è davvero, perché a sinistra le divisioni sono enormi. Enormi come enorme è il personalismo di certi compagni così attaccati al potere da non accorgersi che la poltrona la stanno perdendo per sempre. Molti compagni, come me, si troveranno a votare PD, solo perché non si riconoscono con il leaderismo di un personale politico, che tra l'altro non ha sinora avuto il coraggio di mettersi in discussione, sottoponendo la propria "linea" a forme democratiche di legittimazione da parte dei militanti, senza ascoltare la base che lo ha eletto e promuovendo processi solo vertistici, come fa l’ormai invecchiato e scolorito Bertinotti, per difendere un potere che ormai gli piace, da borghesotto di provincia, ma con il potere di distruggere la sinistra, a meno che lui non sia il condottiero, anche di un’armata che non lo apprezza per niente. Ma quanto gli costerà costruire una nuova classe dirigente più vicina veramente ai bisogni della gente e non al loro potere? Siamo compagni, non forzisti.



Pino Ciraci

EURISPES: SEMPRE MENO FIDUCIOSI NELLE ISTITUZIONI

La fiducia degli italiani nelle istituzioni è ulteriormente calata nel corso dell'ultimo anno: e' quanto si evince da un sondaggio dell'Eurispes, contenuto nel Rapporto Italia 2008 presentato il 25 gennaio a Roma. Un italiano su due ha visto diminuire la propria fiducia, e questo sentimento ha colpito soprattutto chi si identifica con l'area politica di destra e di centro-destra (rispettivamente 70,5 e 60,9 per cento).
Altra verità sbandiera (qui si nota il potere delle televisioni), attraverso le sue reti (RAI 1 – RAI 2 – Canale 5 – Rete 4 – Italia 1 ) il pregiudicato più noto d’Italia, Silvio Berlusconi, che ha fatto leggi su misura contro il suo arresto, che dice l’Italia vuole lui e il suo governo di centro-destra.L'unico soggetto istituzionale che ancora ottiene la fiducia della maggioranza dei cittadini è il presidente della Repubblica.
Quindi il 49,6% degli italiani è meno fiducioso verso la politica, le forze dell'ordine, i sindacati ma anche la Chiesa, la magistratura, la scuola. Le percentuali sono molto basse tra i giovani. Il 49,6 per cento degli italiani ha perso fiducia nelle istituzioni. Per il 40,7 per cento la fiducia è invariata, solo per il 5,1 per cento è aumentata, grazie al governo di centro-sinistra. La percentuale di chi crede meno nelle istituzioni è più alta tra gli elettori di destra e di centrodestra Ma anche gli elettori di sinistra (43,9 per cento) e centrosinistra (39 per cento) si fidano meno. Governo e Parlamento. Il 75,3 per cento degli intervistati dichiara di avere poca o nessuna fiducia nel Parlamento. Solo un cittadino su quattro si fida del governo. Solo il 14,1 per cento degli intervistati dichiara di fidarsi dei partiti. Ma non sono troppo popolari neanche i protagonisti dell'antipolitica: personaggi pubblici come Beppe Grillo o Nanni Moretti ottengono un consenso di poco superiore al 20 per cento, comunque superiore al 17 per cento medio dei politici di professione.La Magistratura. Anche la magistratura si colloca sotto il 50 per cento: si fidano di giudici e procuratori il 42,5 per cento degli intervistati, un dato comunque in aumento rispetto al 39,6 per cento del 2007.La Chiesa. Tra le istituzioni scivola sotto il 50 per cento anche la Chiesa, che raccoglie la fiducia del 49,7 per cento degli intervistati (perdendo oltre 10 punti rispetto all'anno precedente). Le forze dell'ordine. Gli italiani si fidano al 50% delle forze dell’ordine.La scuola. Arretra moltissimo anche la fiducia nella scuola, che si attesta al 33 per cento contro il 47,1 per cento del 2007.
Le associazioni di volontariato. L’unica fiducia con molto consenso (71,6 per cento) ricevono le associazioni.

MEDITIAMO,
QUESTO E’ UN SONDAGGIO REALE, NON FALSITA’ DI POLITICI MEDITIAMO.

Se si votasse oggi

Un sondaggio sulle preferenze degli italiani di centrosinistra a due mesi dalle elezioni, la galassia politica della sinistra appare quanto mai variegata e la questione del "voto utile" è al centro del dibattito.
La domanda: Se si andasse a votare oggi, a chi andrebbe la tua preferenza?
La Sinistra, L'Arcobaleno- 49%


Partito Democratico - 21%


Partito Socialista - 13%


Italia dei Valori

- 9%

Un altro partito

- 2%

Non andrei a votare - 5%


Non so - 1%

Documento politico dei giovani socialisti

La manifestazione Nazionale dei Socialisti che si è svolta a Roma l’8 febbraio ha segnato una tappa fondamentale del processo di riaggregazione e di riarticolazione della Sinistra e in particolare dei Socialisti in chiave Europea..

Ci sentiamo impegnati, ora, anche qui nel nostro Comune a costruire un percorso ampio e partecipativo, che coinvolga iscritte ed iscritti, simpatizzanti, associazioni, movimenti, donne e uomini che compongono il largo mondo della sinistra diffusa. Un percorso che porti alla costruzione di un soggetto della sinistra plurale non per alchimie politiche e per mera sommatoria di classi dirigenti, ma attraverso il confronto, la partecipazione, il protagonismo di tutti coloro che vogliano contribuire con il proprio entusiasmo, le proprie energie, la propria passione.

C’è bisogno di una sinistra nuova, che non dimentichi il proprio passato. Una sinistra che costruisca cultura politica. C’è bisogno di unità, e di unità socialista.

Per contribuire a questo percorso, si è convenuto di darci delle scadenze definite, degli impegni politici e insieme organizzativi:

1) La costituzione, del coordinamento cittadino della sinistra che veda lavorare insieme partiti e movimenti politici della sinistra;

2) La costituzione di una sede unica, che sarà il luogo d’incontro tra le varie culture e punto di riferimento per i cittadini;

3) L’impegno a collaborare con il Partito Socialista sulle scelte politiche e programmatiche del nostro Comune;

4) L’impegno a mantenere costante il dialogo con l’area verde-ecologista;

5) L’impegno a collaborare con la coalizione di centro-sinistra del nostro Comune, sostenuta durante le ultime elezioni amministrative.

Queste alcune tappe del percorso che immaginiamo. Un percorso che ci porti ad un confronto libero e aperto, sulle idee e sui contenuti, e ci consenta di innovare le forme di organizzazione della rappresentanza politica e sociale.

Il Partito Socialista di Villa Castelli

Manifesto dei valori del PSI

· Il Partito Socialista è una novità nel panorama politico italiano, una speranza per il rinnovamento e la modernizzazione del Paese, contro ogni forma di conservazione politica, economica e culturale. Una forza politica rivolta a valorizzare i meriti e a rispondere ai bisogni individuali e collettivi.

Per queste ragioni il socialismo democratico è oggi di attualità per saldare le attese delle vecchie e delle nuove generazioni, per dare un contributo a una moderna società della conoscenza, per riaffermare, insieme alla battaglia per nuovi diritti, l’etica dei doveri e della responsabilità.

Il Partito socialista, in Italia come nel resto d’Europa, intende riunire uomini e donne che, partendo da esperienze, culture e sensibilità diverse, si riconoscono in politiche riformiste, democratiche e liberali; si rivolge a tutti i cittadini senza distinzioni di genere e di orientamento sessuale, di etnia, di nazionalità e di religione e vuole dare voce a tutti coloro a cui vengono negati diritti ed interessi fondamentali.

· Il Partito Socialista si propone di realizzare, con forme nuove e adeguate ai tempi e per via democratica nella partecipazione dei cittadini, una società che sia retta da valori di libertà, di uguaglianza, di giustizia, di responsabilità, di solidarietà e di progresso.

· Il Partito Socialista crede nella libertà e nelle libertà intese come possibilità di scegliere sulla base della propria responsabilità: contrasta i ricorrenti tentativi di invadenza delle burocrazie statali, delle religioni e delle ideologie nella sfera della libertà individuale; fonda la sua azione sul rispetto dei diritti civili ed umani in Italia come nel mondo.

· Il Partito Socialista crede nel valore dell’uguaglianza che si realizza attraverso l’allargamento delle libertà; opera concretamente affinché sia garantito a tutti il massimo delle opportunità; promuove le condizioni perché ciascun individuo possa decidere il proprio destino. L’uguaglianza e la libertà delle persone sono indivisibili.

· Il Partito Socialista difende il principio di laicità, che garantisce la convivenza tra culture e idee diverse; crede nella libertà di pensiero e nel valore della diversità delle opinioni e delle fedi. Contrasta ogni forma di fondamentalismo che vuole trasformare i propri precetti in leggi dello Stato.

· Il Socialismo considera il lavoro come l’espressione più alta della persona e persegue politiche della piena occupazione, secondo principi di flessibilità e sicurezza, promuovendo l’istruzione e la formazione durante l’arco di tutta la vita. Il Partito Socialista vuole che il lavoro sia adeguatamente retribuito e riconosciuto, e sostiene la necessità per tutti coloro che non siano in condizioni di lavorare di ricevere un reddito di base adeguato ai loro meriti e alla loro condizione.

· Il Partito Socialista continua la sua battaglia secolare per una maggiore giustizia sociale lottando contro le diverse forme di povertà e di emarginazione, fin da quelle che riguardano i primi anni di vita. I sistemi di sicurezza sociale, a cominciare da quelli della casa, della sanità, dell’istruzione e della previdenza devono contribuire a migliorare le condizioni di vita dei cittadini, devono prevenire i rischi di impoverimento e di esclusione e devono essere completati abolendo privilegi e garanzie corporative che danneggiano gli interessi dei più bisognosi.

· Le politiche per la giustizia sociale comprendono la lotta contro il crimine e contro le cause che lo producono, per rimuovere le condizioni che incentivano i comportamenti violenti e comunque illegali. La difesa della sicurezza non ammette acquiescenza nei confronti della grande criminalità, della violenza razzista e xenofoba, dei fenomeni diffusi di violenza, con particolare riferimento alle donne ed ai minori, e nei confronti della piccola criminalità che colpisce soprattutto gli strati deboli della società.

· I socialisti e le socialiste lavorano per ampliare i diritti e le libertà che le donne hanno conquistato e continuano a lottare per eliminare le gravi discriminazioni ancora esistenti. Il Partito Socialista garantisce nelle sue strutture e nella pratica politica le pari opportunità tra uomini e donne.

· Il Partito Socialista s’impegna per lo sviluppo della democrazia economica, politica e culturale; opera per un rafforzamento continuo della democrazia rappresentativa, per dare più credibilità delle istituzioni e per consentire al cittadini attraverso il voto libero e segreto di scegliere una politica, un partito e i propri rappresentanti.